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Cosa sono i dazi e perché sono un problema

Prima di tutto, è utile capire cosa sia un dazio. Possiamo immaginarlo come una tassa che uno Stato (USA) applica sui beni importati da un altro Paese. Lo scopo è principalmente quello di proteggere il mercato interno, rendendo i prodotti stranieri più costosi per incoraggiare l’acquisto di quelli locali. Tuttavia, i dazi hanno diverse conseguenze generali: fanno aumentare i prezzi per i consumatori; danneggiano la competitività delle aziende che esportano; possono scatenare “guerre commerciali”, con ritorsioni da parte dei Paesi colpiti; creano un clima di incertezza che frena gli investimenti.

L’Accordo tra USA e UE: la situazione per l’Italia

Venendo al caso specifico, Stati Uniti e Unione Europea hanno raggiunto un accordo che fissa un dazio generalizzato del 15% sulla maggior parte dei prodotti importati negli USA. Se da un lato questa intesa ha evitato tariffe punitive ben peggiori (fino al 30%), dall’altro rappresenta una sfida molto seria per l’economia italiana, che dipende fortemente dalle esportazioni. L’impatto sull’Italia si preannuncia pesante, secondo stime di Unimpresa, un dazio generalizzato al 15% potrebbe avere un impatto economico di circa 10 miliardi di euro nelle esportazioni e circa 140.000 posti di lavoro a rischio nel biennio 2025-2026. I settori che subiranno i danni maggiori sono quelli di punta del “Made in Italy”: meccanica e automotive, agroalimentare e bevande (vino, olio, formaggi, pasta), moda e pelletteria e farmaceutica. Ad aggravare la situazione contribuiscono altri due fattori: il permanere di dazi specifici su prodotti come acciaio e alluminio e la possibile svalutazione del dollaro, che renderebbe i prodotti europei ancora più cari per gli americani.

Quale sarà la strategia di risposta del Governo Italiano?

Di fronte a questo scenario, il governo italiano intende muoversi su tre fronti principali per proteggere l’economia nazionale e le sue aziende. Aiuti Diretti alle Imprese per tamponare gli effetti immediati, si sta valutando di creare un fondo di compensazione da 25 miliardi di euro per sostenere i settori e i lavoratori più colpiti, utilizzando fondi europei; offrire finanziamenti a tassi agevolati e supporto alla liquidità per aiutare le PMI a non bloccare gli investimenti e potenziare gli ammortizzatori sociali (come la cassa integrazione) e le politiche di riqualificazione per chi rischia di perdere il lavoro.

Azioni diplomatiche in sede europea

L’Italia non può agire da sola e punta sulla forza dell’Unione Europea per mantenere un fronte europeo comune e unito, perché solo una voce coesa può esercitare una pressione efficace su Washington. Negoziare esenzioni o tariffe agevolate per i prodotti di punta del “Made in Italy”, che sono tra i più penalizzati. Sostenere un uso strategico degli strumenti di difesa commerciale (contro-dazi) se gli USA non dovessero rispettare gli accordi. Oltre alle misure di emergenza, è cruciale rendere il sistema produttivo italiano meno vulnerabile in futuro. Le azioni previste includono: diversificare i mercati, aiutando le imprese a vendere i loro prodotti anche in altre aree del mondo (es. Sud-est asiatico, America Latina) per ridurre la dipendenza dagli USA; rafforzare la competitività delle aziende italiane investendo in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità e promuovere l’internazionalizzazione, semplificando la burocrazia e offrendo consulenza alle aziende che vogliono affacciarsi per la prima volta sui mercati esteri.

Sebbene l’azione dell’Unione Europea, presentatasi come un fronte unito, sia riuscita a mitigare le richieste iniziali americane scongiurando tariffe punitive del 30%, l’accordo raggiunto presenta notevoli criticità per l’economia italiana. L’intesa, pur evitando lo scenario peggiore, ha di fatto accettato un dazio generalizzato del 15% che si traduce in un “onere strutturale” per le imprese e una “sfida significativa” per l’export italiano. Inoltre, l’accordo non ha risolto tutte le questioni pendenti, dato che rimangono in vigore dazi punitivi su prodotti strategici come acciaio e alluminio. il governo e le associazioni di categoria italiane si trovano ora nella posizione di dover chiedere all’Europa di negoziare ulteriormente per definire regimi speciali o esenzioni per i prodotti più strategici, suggerendo che la Commissione non abbia ottenuto sufficienti garanzie in fase di trattativa iniziale. Quali riforme (istituzionali, elettorali, etc.) sarebbero necessarie per rendere la leadership europea più qualificata, reattiva e vicina ai suoi cittadini?

cav. Natalino Ventrella

Un pensiero su “Cosa sono i dazi e perché sono un problema

  • Armando Zippo

    Caro Natalino,
    senza entrare in questi dazi specifici voluti e non negoziati dagli USA .
    I Dazi ,se moderati, potrebbero servire:
    – a frenare la Contraffazione e Frode veri nemici del Made in Italy;
    – a far scegliere i nostri prodotti se comparati ad altri di altri Paesi!
    Per questo anni fa dall’estero/estero avevo proposto V.I.E. Vetrine Italiane Estero, dopo aver svolto ,per anni, l’unica , ripeto unica, analisi estero sulla Contraffazione!!!

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