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La Lezione di Francesco Schettini

Il ruolo di Francesco Schettini nella ricostruzione della Chiesa di Santa Chiara e nella tutela del patrimonio storico-artistico del Mezzogiorno

Giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 18.00, la Chiesa di Santa Chiara ospiterà un incontro–dibattito dedicato al contributo che l’architetto Francesco Schettini, figura di primo piano nella tutela dei monumenti durante il Novecento, ha lasciato alla moderna cultura del restauro critico.

Francesco Schettini

Dopo i saluti dell’arciprete Don Luciano Rotolo e del sindaco Giuseppe De Tomaso, interverranno gli architetti Giuseppe Schettini – figlio del noto soprintendente turese – Piero Logrillo e Pino Giannini. A moderare la serata sarà il giornalista Stefano de Carolis, organizzatore dell’evento.

Durante l’incontro si ripercorreranno le vicende legate al crollo della volta della Chiesa di Santa Chiara, avvenuto nel marzo del 1949, e ai successivi lavori di ricostruzione. La serata offrirà inoltre l’occasione per presentare il volume “Francesco Schettini Soprintendente in Puglia, Basilicata, Calabria ed Emilia” (Gangemi Editore), curato da Giuseppe Schettini.

Già Casa dell’Architetto Francesco Schettini

Il libro

Nel volume sono illustrate la biografia di Francesco Schettini, le opere che realizzò da libero professionista e le attività che svolse come soprintendente ai monumenti della Puglia, della Lucania, della Calabria e dell’Emilia dal 1935 al 1972, mettendo sempre in relazione tutte le analisi, i commenti, le interpretazioni ed i giudizi espressi con i contesti ideali, culturali, normativi, organizzativi, sociali ed economici dei diversi periodi storici in cui il protagonista di questo libro si trovò ad operare.

Architetto, urbanista, designer, studioso dell’archeologia e della storia dell’arte, pubblicista ed abilissimo nel disegno a mano libera, che considerò il suo primario strumento di espressione artistica Schettini fu, nel secolo scorso, un protagonista di assoluta centralità, nella tutela e valorizzazione dei Beni di interesse storico ed artistico, non solo per il primario ruolo istituzionale che svolse per trentasette anni, in quattro Regioni italiane ricche di storia e di arte, ma anche per la sua versatilità ed il non comune senso artistico, che gli consentirono di svolgere un enorme lavoro e di cimentarsi in discipline e canali espressivi diversi.

Fu autore di numerosi disegni a mano libera e progettò il Piano Regolatore Generale del Comune di Turi, due chiese, nuovi edifici pubblici e privati, cappelle gentilizie, piccoli monumenti funerari ed oggetti di vario genere.

Diresse cinque importanti campagne di scavi archeologici, partecipò ad una missione internazionale in Giordania e restaurò novantadue monumenti, portando molti di loro ad assumere nuove configurazioni artistiche.

Svolse una quotidiana attività di tutela dell’integrità dei centri storici e dei singoli monumenti, imponendo espropri e vincoli, impedendo demolizioni e nuove edificazioni e suggerendo soluzioni di minore impatto ambientale, urbanistico ed architettonico e studiò, durante ogni restauro i monumenti, confutando in qualche caso, consolidate convinzioni storiografiche e formulando nuove ipotesi, in merito alle loro origini ed alle vicende costruttive attraverso le quali si sono composti nei secoli.

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