Mudú… che intervista!
Uccio De Santis conquista Palazzo Cozzolongo tra risate, memoria e nuovi sogni
A Palazzo Cozzolongo, per la rassegna “Cultura & Armonia” 2025/2026, il pubblico ha incontrato un Uccio De Santis inedito, più intimo che mai, protagonista dell’appuntamento “Mudú… che intervista!”. In sala, giovedì 29 gennaio, non c’era soltanto il volto simbolo della comicità pugliese, ma un intrattenitore che ha scelto di raccontarsi senza filtri, ripercorrendo la propria carriera, il lavoro instancabile del suo team e anticipando il nuovo spettacolo “Scusi, per Hollywood?”.
Alla domanda se la comicità sia un talento o un allenamento, De Santis ha spiegato che è un talento “da allenare”, un capitale naturale che vive solo se viene esercitato con disciplina. Ha ricordato quanto sia “più facile far piangere che far ridere” e come la risata, quando nasce spontanea, sia il risultato di un lavoro continuo fatto di spettacoli, prove allo specchio, registrazioni riviste e mai completamente accettate.
«Non ci piacciamo mai, non ci accontentiamo mai», ha confessato, sottolineando che questo perfezionismo è il motore che lo spinge a tornare ogni volta davanti al pubblico. Fino a quando la gente continuerà a sorridere, ha promesso, lui continuerà a fare questo mestiere, perché il primo a divertirsi deve essere chi sta sul palco.
Durante l’incontro, De Santis ha preso le distanze dalle etichette troppo strette: più che comico, si definisce attore e intrattenitore. Ha raccontato come in “Mudù” il vero protagonista sia il testo, la barzelletta costruita come una piccola sceneggiatura, in cui lui entra soprattutto come attore, dando corpo ed espressione alla battuta.
Non si considera un grande barzellettiere “di mestiere”, ma un interprete che sa trovare l’espressione giusta al momento giusto, lasciando che sia la forza della storia a innescare la risata. L’esperienza maturata nei villaggi turistici, dove bisogna tenere alta l’attenzione del pubblico in ogni condizione, ha consolidato quella vocazione all’intrattenimento che oggi si traduce in improvvisazioni continue, adrenalina pura ad ogni replica.
Nel dialogo è emersa con forza la centralità del team che lo affianca nella costruzione delle produzioni targate “Mudù”, ormai numerose e stratificate nel tempo. De Santis ha sottolineato quanto ogni sketch sia il frutto di un impegno collettivo: dalla scrittura alla scelta delle location, dalle riprese al montaggio, nulla è lasciato al caso.
Particolare rilievo è stato dato alla fase di post‑produzione, che l’artista segue con attenzione meticolosa, frame dopo frame. È lì che il ritmo comico trova la sua forma definitiva: un taglio, una pausa, un’inquadratura in più o in meno possono cambiare completamente l’effetto su chi guarda.
Il momento più atteso della serata è stato il racconto del nuovo lavoro, “Scusi, per Hollywood?”, De Santis lo presenta come una “realtà”, ma trasfigurata sul palco: arriva convinto di dover partire per Hollywood, al punto da non sapere nemmeno se lo spettacolo inizierà davvero.
Da qui prende forma una narrazione in cui la partenza diventa pretesto per guardare l’Italia con ironia affettuosa: il sole, i paesaggi, la sanità che “va e non va”, l’Arma dei Carabinieri capace di far sorridere senza perdere serietà. Lo spettacolo si sposta addirittura nel corridoio del teatro, costringendo il pubblico – soprattutto chi ha scelto la prima fila – a seguirlo con il collo girato, perché lui è sempre “in partenza” e, allo stesso tempo, sempre tentato di restare.

A impreziosire la serata, l’intervento del presidente onorario di Cultura & Armonia, il dottor Emanuele Ventura, che ha portato i suoi saluti al pubblico e agli ospiti. Con tono cordiale e appassionato, ha ricordato quanto la rassegna punti proprio su momenti di incontro autentico tra artisti e comunità, dove la comicità diventa occasione di crescita culturale condivisa.
Non pago di un semplice saluto istituzionale, Ventura ha voluto “mettere alla prova” l’ospite, chiedendogli di improvvisare un momento comico dedicato al pubblico e alla stessa Cultura & Armonia. La richiesta ha acceso subito la platea: De Santis ha raccolto la sfida e, giocando su situazioni e personaggi della serata, ha costruito all’istante una parentesi esilarante, dimostrando quanto la sua comicità sappia nascere anche da un semplice spunto lanciato dal palco.
Nella cornice di Palazzo Cozzolongo, l’incontro moderato dalla giornalista Maria Liuzzi si è trasformato in una vera chiacchierata tra amici, dove il confine tra intervista, spettacolo e confidenza personale si è fatto sempre più sottile. Tra una battuta e l’altra, De Santis ha restituito l’immagine di un professionista che vive la comicità come responsabilità sociale: finché ci sarà qualcuno disposto a sorridere, lui sarà lì, a metà strada fra il palco e il “corridoio” della vita reale.
“Mudú… che intervista!” ha così confermato la forza di un formato capace di unire racconto biografico, riflessione sul mestiere e anticipazione di nuovi progetti, mantenendo sempre al centro il rapporto diretto con il pubblico. A Turi, in una serata d’inverno, la promessa è stata chiara: il viaggio verso Hollywood può aspettare, finché c’è un teatro pieno di gente pronta a ridere insieme a Uccio De Santis, al suo team e a una comunità che crede davvero nella cultura come armonia.
Maria Pia Iurlaro

