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“Sotto Sopra – Quando tutto trova eco”

La violenza sulle donne letta attraverso le sentenze: diritto, linguaggio e comunicazione non violenta


Un’occasione di riflessione profonda sul rapporto tra giustizia, linguaggio e responsabilità sociale: venerdì 13 febbraio 2026, alle ore 18:00, presso Palazzo Cozzolongo a Turi, si terrà l’incontro “Quando la violenza sulle donne si legge nelle sentenze”, inserito nel ciclo culturale “Sotto Sopra – Quando tutto trova eco”.

L’evento, patrocinato dalla Regione Puglia, dall’Ordine degli Avvocati di Bari, dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia e dall’Accademia di Belle Arti di Bari, è promosso dall’associazione di promozione sociale Cultura & Armonia e si propone di analizzare come la violenza di genere venga narrata, interpretata e talvolta distorta nel linguaggio giuridico e nelle motivazioni delle sentenze.

Relatrice dell’incontro sarà l’Avv. Katia Di Cagno, Presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bari, da anni impegnata sul fronte della tutela dei diritti delle donne e della parità di genere. Il suo intervento offrirà una lettura critica e consapevole delle pronunce giudiziarie, mettendo in luce il peso delle parole e delle costruzioni linguistiche nel riconoscimento – o nella minimizzazione – della violenza.

Ad aprire e moderare l’incontro sarà la giornalista e psicolinguista dott.ssa Maria Pia Iurlaro, con una breve introduzione alla Comunicazione Non Violenta, come strumento culturale ed etico capace di incidere sul modo in cui si parla di violenza, di vittime e di responsabilità. Un approccio che invita a superare stereotipi, giudizi impliciti e narrazioni colpevolizzanti, promuovendo invece un linguaggio più consapevole, rispettoso e trasformativo, sia in ambito giuridico che sociale.

L’evento è accreditato ai fini della formazione professionale continua per gli avvocati e riconosce un credito ordinario e uno deontologico, secondo la normativa vigente dell’Ordine degli Avvocati di Bari.

Un appuntamento aperto alla cittadinanza, agli operatori del diritto, ai professionisti dell’informazione e a chiunque ritenga che il cambiamento culturale passi anche – e soprattutto – dalle parole.

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