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Michele Venitucci si mette a nudo a Turi

Gli esordi, le verità scomode del cinema e il successo televisivo

Giovedì 30 aprile, la suggestiva cornice di Palazzo Cozzolongo a Turi ha ospitato un nuovo appuntamento della rassegna “Inverviste tra le righe: Oltre il Personaggio”, regalando al pubblico un incontro intimo e profondo con l’attore barese Michele Venitucci. L’evento, moderato dalla giornalista Maria Liuzzi, è stato aperto dai saluti del Dott. Emanuele Ventura, presidente onorario dell’associazione “Cultura e Armonia”. Ventura ha sottolineato l’importanza di questi incontri in un periodo storico complesso, descrivendo la cultura come un “mezzo per traguardare gli obiettivi” e trasformare la violenza in serenità, offrendo ai giovani esempi positivi di chi “ce l’ha fatta” partendo dal basso. Tra il pubblico spiccava anche la presenza d’eccezione di Gabriella Genisi, scrittrice e “mamma letteraria” della celebre Lolita Lobosco.

Il racconto di Venitucci è partito dalle sue radici, in una Bari molto diversa da quella attuale, una città da cui un tempo “c’era quasi la necessità di andar via per inseguire il proprio futuro”. La scelta di intraprendere la carriera attoriale è stata un vero e proprio atto di coraggio, inizialmente osteggiato dalla famiglia, preoccupata per la precarietà di un mestiere visto come “vacuo”.
Il suo porto sicuro è stato il teatro sperimentale, incontrato quasi per caso grazie a un insegnante del liceo che lo indirizzò verso i corsi del Teatro Kismet. La vera svolta è arrivata con il trasferimento a Roma, giustificato in famiglia con l’intenzione di tentare i test di psicologia, ma motivato dall’ammissione a una scuola di recitazione finanziata dalla Regione Lazio.

Il destino, tuttavia, lo ha riportato presto a casa: il suo debutto cinematografico è avvenuto proprio in Puglia nel 1999 con il cult “Tutto l’amore che c’è” di Sergio Rubini. Venitucci ha elogiato Rubini definendolo “l’unico regista della nostra terra che ha saputo e sa raccontare la nostra terra” conoscendone intimamente il territorio. L’attore ha poi riflettuto sull’incredibile evoluzione turistica e culturale della Puglia.
Nonostante le difficoltà del sistema Italia, il curriculum di Venitucci vanta prestigiose esperienze internazionali (Olanda, Danimarca, Marocco) e riconoscimenti di altissimo livello, tra cui un premio al Festival di Praga e il prestigiosissimo Pardo d’Oro al Festival di Locarno (vinto ex aequo con il mito Michel Piccoli per un film svizzero che, purtroppo, non è mai stato distribuito in Italia). Ha inoltre ricordato con umiltà un piccolo ruolo girato a New York accanto alla star internazionale Willem Dafoe, sottolineando come spesso i grandi divi stranieri siano molto più affabili e “alla mano” di certi colleghi italiani.

Oggi, l’attore vive una fase di grande e meritata popolarità grazie al ruolo di Tancredi nella serie tv tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio. Un’interpretazione che ha stregato il pubblico di tutta Italia e lo stesso autore: durante il Festival di Roma, Carofiglio in persona gli ha fatto i complimenti, ammettendo che, sebbene non avesse immaginato il personaggio con le sue fattezze, la recitazione di Venitucci gli ha fatto cambiare idea, inorgogliendolo. A tal proposito, Venitucci ha regalato al pubblico di Turi un’anticipazione esclusiva: le riprese della seconda stagione inizieranno a Bari il prossimo 2 settembre, e vedranno finalmente un incontro in scena tra il suo personaggio e la madre, interpretata dalla bravissima Tiziana Schiavarelli. Tra i suoi prossimi progetti c’è anche la speranza di vedere distribuita in Italia “La linea della Palma”, una serie svizzera su un clamoroso furto di un Caravaggio a Palermo, in cui veste i panni di un ispettore corrotto.

L’incontro si è concluso con una profonda riflessione sul significato del proprio mestiere. Per Michele Venitucci, l’obiettivo più alto è unire la competenza e la costanza dell’artigiano con la libertà pura dell’artista, perché è solo dalla fusione di queste due anime che può scaturire il vero genio. Una definizione che calza perfettamente con il percorso di un attore che non ha mai smesso di lottare, sperimentare e viaggiare, rimanendo sempre fedele a sé stesso.

Maria Pia Iurlaro

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